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OBBLIGAZIONI ED ADEMPIMENTO: L'emergenza Covid19 può legittimare l'inadempimento del debitore?

Con l'avvento del #Coronavirus e l'adozione di misure molto stringenti su tutto il territorio nazionale, ci si chiede se le misure di contenimento contemplate dai vari decreti ministeriali possano costituire una prescrizione utile ad esonerare il debitore che non esegua la prestazione. L'art. 1218 c.c., dispone che il debitore che non esegue esattamente la prestazione dovuta è tenuto al risarcimento del danno, se non prova che l'inadempimento o il ritardo è stato determinato da impossibilità della prestazione derivante da causa a lui non imputabile. La prestazione ben può essere impossibile da eseguirsi se l'impossibilità deriva da fatto da provvedimento dell'autorità che – intervenuto in un momento successivo dell'assunzione della obbligazione e determina l'oggettiva impossibilità di portare a termine il programma obbligatorio secondo le linee concordate con il creditore. Il decreto Cura Italia, all'articolo 91, introduce il comma 6 bis all'art 3 del dl 6/2020, disponendo che "il rispetto delle misure di contenimento di cui al presente decreto è sempre valutata ai fini dell'esclusione ai sensi e per gli effetti dell'art. 1218 e 1223 cc". Ne deriva che il rispetto delle misure di contenimento che limitano le possibilità di movimento delle persone al fine di evitare il diffondersi del COVID-19 può essere valutata dal giudice al fine di esonerare il debitore dall'adempimento della prestazione. Quindi sia per chi aveva concordato dilazioni di pagamento sia per chi avesse pattuito l'esecuzione di determinate attività/servizi, se il decreto 6/2020 avesse bloccato l'operatività personale o aziendale, si andrà esenti da responsabilità e dal pagamento dei danni o dalla decadenza del beneficio del termine per i pagamenti #rateali.