
Nelle società in situazione di crisi d'impresa, dunque in stato di insolvenza, anche i compensi degli amministratori possono configurare il reato di bancarotta.
Accade frequentemente che l'amministratore delegato continui a percepire i compensi tipici che attengono alla sua funzione.
La fattispecie della bancarotta fraudolenta prevede due ipotesi: la prima grave e la seconda meno grave, cd. preferenziale.
Del primo caso risponde l'amministratore che si auto-liquida il compenso, mentre della seconda ipotesi, meno grave, risponde l'amministratore quando il suo compenso sia ordinariamente deliberato in assemblea.
Il Tribunale di Bologna, a seguito di patteggiamento della pena ha pronunciato sentenza di condanna ravvisando l'ipotesi di bancarotta preferenziale. Questa sentenza è di fondamentale importanza per il cliente che, beneficiando della pena sospesa, vedrà limitati gli effetti negativi del processo penale.