
In una recente Sentenza della Commissione Tributaria di Salerno, sulla scorta dell'Ordinanza n. 16553/2018 della Corte di Cassazione, i Giudici Tributari hanno accolto il ricorso di un Contribuente sospendendo il pagamento della sua cartella esattoriale emessa dall'Agenzia delle Entrate, ed hanno disposto l'invio degli atti alla Procura della Repubblica per verificare se sanzioni ed interessi applicati superino la soglia prevista dalla Legge per l'usura.
In particolare ad essere contestate sono le percentuali di mora sulle cartelle che avrebbero raggiunto il 9%, mentre il limite di legge sugli interessi è ricompreso in un range tra il 6 e l'8%.
In verità, quando si considerano tutti gli accessori connessi alla cartella, tra oneri di riscossione (pari al 4,65% o, se si paga dopo i 60 giorni dalla notifica, all'8%), sanzioni (in media del 30%), interessi di mora (ora al 4,88%) e spese di procedura, è facile raggiungere cifre superiori al 50% rispetto al debito originario.
Soprattutto nel caso in cui venga richiesta la rateizzazione.
Gli interessi di mora dovuti in caso di mancato pagamento delle cartelle esattoriali, si calcolano solo e soltanto sulle imposte non versate e non sulle sanzioni e sugli interessi.
Dunque, di anno in anno, i nuovi interessi non possono essere applicati anche a quelli già scaduti negli anni precedenti e non corrisposti ma sempre e unicamente solo sul capitale.
Occorre pertanto che tali interessi siano consoni a quanto stabilito dalla Legge e, soprattutto, che vengano indicati in modo trasparente, con esplicito riferimento alle percentuali e agli anni a cui si riferiscono.