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#DEBITI #BANCHE: Il Tribunale di Napoli omologa un piano del consumatore per una durata pari a 21 anni

Il Tribunale di Napoli con Decreto ha omologato un piano del consumatore con durata di 21 anni, rilevando come presupposto fondamentale alla concessione e all'omologazione dello stesso la responsabilità del creditore. Precisamente in che ambito si colloca il piano del consumatore? Cosa é e a chi é rivolto il piano del consumatore? Nello specifico il piano del consumatore é una procedura regolamentata dalla legge numero 3 del 27 gennaio 2012 di riferimento per le persone fisiche che nell'arco temporale della vita hanno contratto debiti al di fuori dell'attività professionale, ovverosia che si trovano in uno status di sovraindebitamento. Quest'ultimo termine accuratamente indica una situazione di perdurante squilibrio tra le obbligazioni assunte e il patrimonio prontamente liquidabile per farvi fronte, che determina la rilevante difficoltà di adempiere le proprie obbligazioni, ovvero, la definitiva incapacità di adempiere regolarmente. Invero, nel caso di specie ove ha statuito il Tribunale di Napoli, il Sig. Tizio aveva sottoscritto un contratto di mutuo, ma per varie vicissitudini avvenute successivamente risultava inadempiente delle rate predisposte al pagamento del finanziamento. Per tale ragione proponeva, appunto, il piano del consumatore con la richiesta di liquidare il debito residuo in forma ridotta in 21 anni. Valutata tale richiesta con Decreto motivato il Tribunale di Napoli omologava la richiesta formulata per un periodo di 21 anni per soddisfare il creditore ipotecario. A tal proposito l'organo si è espresso con le suddette parole: "la proposta prevede il pagamento falcidiato e dilazionato del creditore ipotecario, in contrasto con quanto disposto dall'articolo 8, comma 4, l. 3/2012, che esprime il principio del pagamento immediato dei creditori muniti di privilegio, pregno, o ipoteca salvo che sia prevista la liquidazione dei beni o diritti sui quali sussiste la causa di prelazione". Ancora, in punto di diritto, il Tribunale di Napoli, ha statuito inoltre in ordine alla responsabilità del creditore. Infatti la responsabilità del creditore, che in questo specifico caso ha emesso il mutuo, deriva dal semplice fatto che ha violato gli obblighi di buona fede e di diligenza precontrattuale, creando la perdurante situazione di indebitamento del Sig. Tizio. Lo stesso Tribunale all'interno del Decreto esplicita quanto segue: "[...] nella fase di erogazione del credito, il finanziatore che ha il potere decisionale esclusivo e discrezionale di concedere o meno il finanziamento al consumatore, deve compiere un'analisi del merito creditizio dei richiedenti e formulare una prognosi favorevole circa l'effettivo rimborso del prestito, la compiere all'interno di limiti di correttezza, buona fede e specifico grado di professionalità che l'ordinamento richiede. La preventiva valutazione del merito creditizio ...deve essere condotta con dovuta diligenza professionale... ed ispirata alla clausola generale della buona fede precontrattuale [...]". Anche questo provvedimento emesso dal Tribunale di Napoli, in accoglimento della richiesta del piano del consumatore conferma che é sempre necessario sottoporre le questioni debitorie bancarie a professionisti esperti di questo settore.