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#CONVERSIONE DEL PIGNORAMENTO: RESTITUITE SOMME ALLA PARTE DEBITRICE NON PREFIGURANTI NEL PIANO DI CONVERSIONE

Il Tribunale Ordinario di Salerno, con ordinanza del 1° luglio 2021 emessa in ragione di una procedura immobiliare avviata ed in particolare a seguito di un'ordinanza di conversione del pignoramento ex art. 495 comma 3 c.p.c., ha provveduto nei confronti della creditrice procedente a far restituire parte della somma versata alla società debitrice poiché questa ha versato un importo superiore rispetto a quanto determinato dal piano di conversione. Prima di tutto è bene rammentare cosa si intende per "conversione del pignoramento", così come da rubrica dell'art. 495 c.p.c. Infatti, nell'ambito di un'esecuzione immobiliare, "prima che sia disposta la vendita il debitore può chiedere di sostituire alle cose o ai crediti pignorati una somma di denaro pari, oltre alle spese di esecuzione, all'importo dovuto al creditore pignorante e ai creditori intervenuti, comprensivo del capitale, degli interessi e delle spese". Nel caso di specie, successivamente all'emissione dell'ordinanza di conversione, la parte creditrice ha chiesto di addizionare, alla precedente somma determinata dal g.e. nella suddetta ordinanza, delle ulteriori somme dovute per le rate del mutuo (già titolo esecutivo), scadute e non pagate dalla debitrice. Ordunque si è proceduto ad osservare che "in materia di espropriazione forzata, ai fini della conversione del pignoramento immobiliare, il giudice dell'esecuzione deve determinare la somma da sostituire ai beni pignorati tenendo conto, oltre che delle spese di esecuzione, dell'importo, comprensivo del capitale, degli interessi e delle spese, dovuto al creditore pignorante e ai creditori intervenuti fino al momento dell'udienza in cui è pronunciata l'ordinanza di conversione ai sensi dell'art. 495, terzo comma, cpc" (Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 940 del 24/01/2012). Per cui tale intervento tardivo da parte della banca creditrice è risultato inammissibile in virtù del fatto che la pretesa creditoria sia stata azionata dopo l'emissione dell'ordinanza di conversione. La parte debitrice, come confermato dal giudice, ha adempiuto al piano di conversione con il versamento di una somma di € 272.176,68 anziché € 257.442,78 quale importo figurante nell'ordinanza di conversione e riferente all'immobile pignorato; discrepanza concernente gli interessi al tasso convenzionale di mora, versati per una somma pari a € 14.733,90 piuttosto che € 12.870,00. Così il giudice ha dichiarato che non solo la parte debitrice abbia adempiuto al piano di conversione ed estinto la procedura esecutiva, ma anche di assegnare alla creditrice la somma di € 270.313,13 e la restituzione di € 1.863, 57, costituente lo scarto della somma sottratta all'importo complessivo che altro non è che la differenza tra i due tassi di interesse dapprima citati. Giova agli interessati rivolgersi a dei professionisti del settore, cosicché questi possano offrire loro la via giusta da seguire per raggiungere, in sicurezza, la cancellazione della sofferenza.