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BANCAROTTA FRAUDOLENTA DOCUMENTALE: ASSOLUZIONE PER PARTICOLARE TENUITÀ DEL DANNO.

Il reato di bancarotta semplice documentale è disciplinato dall'art. 217, comma 2 della Legge Fallimentare e punisce chiunque non abbia tenuto i libri e le altre scritture contabili prescritti dall'art. 2214 c.c. o chi li abbia tenuti in maniera irregolare o incompleta, rendendo così impossibile una ricostruzione contabile. Il soggetto che abbia posto in essere tali condotte può andare esente da pena nel caso in cui il fatto risulti particolarmente tenue alla luce di una valutazione complessiva sull'entità del danno o del pericolo, sul grado di colpevolezza e sulle modalità della condotta. La Corte di Cassazione recentemente, riportandosi ad una pronuncia a Sezioni Unite del 2016, ha chiarito che nel caso specifico della bancarotta fraudolenta documentale l'entità del danno non può essere stabilita avendo riguardo al mero ammontare del passivo fallimentare. È necessaria, invece, una verifica più profonda relativa alla condotta dell'imprenditore per valutare se abbia reso possibile la ricostruzione della situazione contabile dell'impresa, se abbia tutelato i creditori e determinato una diminuzione dell'attivo da ripartire tra gli stessi. Affidandosi a Professionisti specializzati nel settore, pertanto, è possibile ottenere una sentenza assolutoria, incentrando la difesa proprio sulla condotta tenuta dagli imprenditori e sulla tenuità del danno patrimoniale causato ai creditori dai fatti di bancarotta contestati.