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#AGENZIAENTRATERISCOSSIONE: OCCORRE INDICARE IL CRITERIO DI COMPUTO DEGLI INTERESSI AI FINI DELLA VALIDITA' DELLA CARTELLA ESATTORIALE

Sono molteplici i casi in cui si ravvisa la nullità delle cartelle esattoriali notificate dall'Agenzia delle Entrate per vizi formali. Un punto che merita attenzione è quello sugli interessi relativi a un debito tributario: notificata una cartella di pagamento e l'ammontare globale degli interessi, come può il contribuente verificare la correttezza di tale intimazione e, soprattutto, se gli interessi siano stati calcolati in modo corretto? Secondo la giurisprudenza consolidata, la cartella di pagamento relativa a un debito tributario deve essere adeguatamente motivata e completa di ogni elemento per permettere al contribuente di poter verificare la correttezza degli importi intimati nonché il calcolo degli interessi e il relativo criterio applicato, non essendo sufficiente l'indicazione del solo ammontare globale. Per tale ragione è da ritenere nulla la cartella di pagamento che non riporta in maniera esplicita e comprensibile il calcolo degli interessi applicati e quindi il tasso di interesse calcolato. Lo afferma la Corte di Cassazione, con ordinanza n. 10481 del 3.5.2018, avvalorata di recente dalla Sentenza del 16.02.2021 n. 969 - Comm. Trib. Reg. per il Lazio Sezione/Collegio 10. Difatti, è indispensabile che il contribuente sia posto nelle condizioni di comprendere il contenuto, le motivazioni, le causali e le voci riportate nella cartella di pagamento, con la conseguenza che a siffatte omissioni fa seguito l'annullamento limitatamente a tali importi, con effetti anche sulle relative sanzioni. E ciò seppur l'Agenzia delle Entrate ritenga che il documento sia redatto secondo il modello ministeriale in base al quale gli interessi vengano rigidamente predeterminati per legge e che, quindi, anche se non esplicitati, siano comunque individuabili per relationem. È proprio questo il merito della questione relativo alla sentenza del 2018, con il risultato di un rigetto della suddetta tesi sostenuta dall'Agenzia delle Entrate, così come avvenuto di recente con la sentenza del 2021: l'Agenzia delle Entrate Riscossione ha dedotto che il calcolo degli interessi è normativamente previsto dall'art. 30 DPR 602/73 e dal Decreto Ministeriale D.M. 28 luglio 2000, sicché gli interessi non devono essere calcolati in seno alla cartella di pagamento. Tuttavia, la CTR per il Lazio ha respinto l'appello dell'Agenzia delle Entrate adducendo che la cartella esattoriale è nulla per difetto di motivazione, proprio perché non è specificato il criterio di calcolo degli interessi. È fondamentale che il contribuente chiarisca ogni dubbio e si affidi a professionisti del settore, i quali saranno in grado di consigliare nel dettaglio la via opportuna da seguire.